
Imola. L’assegnazione della massima onoreficenza dei Lions, la Melvin Jones Fellowship, a Maria Elisabetta Fabbri, fondatrice e presidente di Ipid Onlus, avvenuta lo scorso mercoledì 20 gennaio, è stata l’occasione anche per annunciare un nuovo, ambizioso, ma stimolante progetto. Usando le parole contenute nelle motivazione del premio Melvin Jones «questa giovane donna, che ha combattuto e vinto la sua sfida contro la malattia anche di recente, non si ferma e, sostenuta dalla stima di personalità come Umberto Veronesi, Dino Amadori e dello stesso ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, continua a ideare progetti per combattere il dolore a favore della nostra comunità e non solo».
Nata nel 2003, Insieme per il dolore affronta, partendo dalla battaglia personale di Elisabetta Fabbri contro la malattia, il dolore cronico con un approccio integrato e con nuove metodologie terapeutiche non convenzionali, in collaborazione con le strutture sanitarie. All’Ipid si rivolgono i pazienti affetti da dolori cronici, a causa di artrosi, discopatie, osteoporosi, fibromialgie , linfedemi post interventi antitumorali. L’idea che ha guidato Elisabetta Fabbri nell’aprire ambulatori, centri di ascolto, centri per pet-therapy, è che «la gente non deve abituarsi a convivere con il dolore. E noi, tutti noi, dobbiamo fare in modo di migliorare la qualità della vita di chi è stato ammalato o di chi ha una patologia cronica, e di chi gli sta vicino». Ecco allora «il prossimo sogno», come ama chiamare Elisabetta ogni passo che fa. Una nuova struttura dove concentrare tutta l’attività dell’Ipid.
Attualmente i medici e i naturopati di Insieme per il dolore ricevono i pazienti nell’ambulatorio di piazzale Michelangelo ad Imola, ma con l’acquisto di un complesso di edifici situati sempre ad Imola, appena fuori dell’abitato, esattamente in via Carpe 7, «si potrebbe creare un polo dove riunire i servizi e gli uffici, nonché creare un contesto ambientale davvero favorevole per chi ha bisogno di aiuto», ci racconta Elisabetta.
La proprietà è composta da quattro edifici: una grande casa con annessa stalla, un grande fienile e deposito attrezzi, un piccolo fabbricato con il pozzo, ed un altro con forno e ricoveri per animali. L’area cortilizia è sufficientemente ampia da permettere di realizzare un ampio parcheggio e contemporaneamente da non ridurre troppo l’area verde. E’ infatti prioritario per la realizzazione della sede e degli ambulatori dell’associazione, poter disporre di un ambiente che già di per sé porti benessere agli utenti. La possibilità di stare in mezzo al verde, in un giardino curato e vivo, con alberature importanti, aiuta psicologicamente chi deve guarire. «Pensiamo, una volta sistemata la struttura, di poter svolgere diverse attività all’aperto come il Do In e il Chi Gung, e questo luogo è adattissimo».
Tuttavia il progetto complessivo è molto ampio e non potrà che essere realizzato in tranche successive, anche perché l’impegno economico che richiede per una associazione onlus è davvero enorme. Ma Elisabetta non dispera: «Ce l’ho sempre fatta, ho sempre trovato ciò che mi serviva per ampliare l’attività dell’Ipid e anche questa scommessa, sono sicura, la vinceremo. E dico la vinceremo perché confido in tutta quella vasta realtà di persone, aziende, associazioni, istituzioni che in questi anni ci hanno sostenuto».
Ma andiamo a vedere come nella realtà diventerà questo sogno. Nell’edificio principale, che era adibito a residenza e stalla, è prevista la realizzazione a piano terra dell’accettazione, di due ambulatori medici e di uno di fisioterapia e nella ex stalla dei box per fisioterapia. Alla zona dei box per la fisioterapia si potrà accedere direttamente anche dall’esterno. La struttura sarà tutta accessibile e infatti dalla zona dell’accettazione si potrà accedere anche ad un bagno accessibile per gli utenti paraplegici o comunque con difficoltà di deambulazione e ad un ascensore oleodinamico che conduce al piano primo.
Al primo piano ci saranno un ufficio e due ambulatori e una grande sala multiuso collegata ad una cucina. La sala polivalente sarà usata come sala di riunione, conviviale, come biblioteca e anche come sala da pranzo per cene di autofinanziamento. Da qui la necessità di prevedere anche la cucina. Nell’attuale fienile verrà realizzata una sala conferenze e convegni e l’appartamento per il custode. L’ipid si occupa già di formazione dei medici e dei terapisti sulle terapie antalgiche non convenzionali, ma avendo a disposizione uno spazio adatto potrà ampliare come desidera l’attività di formazione e potrà divenire un punto di riferimento per convegni e seminari a tema.
I due piccoli fabbricati secondari, il pozzo e il forno verranno presumibilmente ristrutturati in un secondo tempo. Il pozzo verrà trasformato in un gruppo di servizi igienici per le attività che verranno svolte all’aperto e che potranno essere indipendenti dall’apertura del centro vero e proprio, mentre nel forno e ricovero per animali, troveranno spazio dei locali di servizio e il punto di informazione e di rapporto immediato con l’utenza esterna.
Il progetto di ristrutturazione prevede la realizzazione dell’intervento con le tecnologie della bioarchitettura. Il rispetto dell’ambiente e della salute è, come immaginabile, prioritario per una associazione come l’Ipid, perché non si può prescindere dalla salubrità dell’ambiente in cui si opera, se si punta al benessere. «Sicuramente un intervento già molto impegnativo dal punto di vista economico per l’ampiezza degli spazi diventerà ancora più oneroso volendo usare materiali sani, ma crediamo che questo non sia derogabile».
Allora come pensa Elisabetta di riuscire anche in questa scommessa? «Con una staffetta, come abbiamo sempre fatto. Da oggi parte la richiesta ufficiale a tutte le realtà del territorio imolese e non per la raccolta dei primi 200.000 euro necessari alla copertura prevista dal preliminare d’acquisto (l’intero costo di acquisto della struttura sarà di 450.000 euro). L’onoreficenza dei Lions spero apra porte anche a livello nazionale. Le persone che vorranno contribuire a realizzare questo sogno, come già successo per la scuderia per la pet therapy, potranno partecipare a tutte le iniziative per raccolta fondi, che da qui ai prossimi dieci anni serviranno per la realizzazione completa del progetto. Per sentirsi partecipi di questo sogno serve ma una grande rete di solidarietà capace di mettere in campo tanti piccoli gesti che assieme possono aiutare a dare grande sollievo alle sofferenze». Tra le varie iniziative, una delle prime riguarderà un’asta di beneficenza su e-bay, collegata al sito www.ipid-onlus.it.
Valerio Zanotti



















